Manoscritti della Biblioteca universitaria di Pisa

La realizzazione del manoscritto è compresa tra il 1828, primo anno della Spedizione franco-toscana in Egitto, durante la quale Ippolito Rosellini cominciò a raccogliere il materiale per il suo Dizionario geroglifico, e il 1843, quando lo studioso pisano morì lasciando incompiuta l'opera.

L’egittologo Ippolito Rosellini (Pisa 1800 – Pisa 1843) fu direttore della Biblioteca Universitaria di Pisa dal 1835 al 1843 e contemporaneamente docente di filologia, lettere e archeologia orientali nell’ateneo cittadino. Diresse la Spedizione letteraria toscana in Egitto che affiancava quella francese negli anni 1828-1829, incarico che aveva ricevuto dal granduca di Toscana Leopoldo II. L’impresa vide il giovane egittologo italiano lavorare insieme a Jean-François Champollion, cui va il merito di aver decifrato nel 1822 il sistema geroglifico che ha aperto la strada agli studi sull'antico Egitto. La preziosa collezione Rosellini fa parte del patrimonio bibliografico della Biblioteca Universitaria alla quale è pervenuta in tre successive donazioni. La prima avvenne pochi giorni dopo la sua scomparsa ad opera della moglie Zenobia Cherubini, portavoce ed esecutrice delle ultime volontà del marito; la seconda donazione sempre arrivò da parte della moglie nel 1879, mentre l’ultima fu eseguita dal figlio Giovan Battista nel 1897. Nello specifico, il Ms. 302 corrisponde a una delle 4 cassette di legno contenenti circa 6500 schedine autografe che sarebbero servite a Rosellini per la redazione del suo "Dizionario geroglifico", rimasto inedito a causa della morte precoce dell'egittologo. .